L'esperienza fotografica di Pietro Florio con il VEO 3T+ 263CT

L'esperienza fotografica di Pietro Florio con il VEO 3T+ 263CT

31, maggio, 2022 , Vanguard Team

L'esperienza fotografica di Pietro Florio con il VEO 3T+ 263CT

Durante le mie attività fotografiche mi occupo prevalentemente di birdwatching e cacciafotografica in genere. Per la prima volta utilizzo i prodotti Vanguard, si tratta del treppiede modello VEO 3+ 263CT e della testa video Alta PH 123V. Il treppiede si presenta già bene alla vista, poiché da subito l’impressione di essere solido e robusto.

Dopo il primo impiego sul campo posso dire che le impressioni sono state confermate, i dettagli non sono stati trascurati: dalla custodia, che ho molto apprezzato poiché ben realizzata e dotata di cinghia di trasporto e di una tasca interna sempre utile per porre al suo interno accessori, fino alle viti di bloccaggio per favorire l’impiego. Personalmente sono abituato a pianificare con cura le uscite fotografiche e le attività da svolgere; punto cardine è stabilire l’attrezzatura da portare, poiché ci deve essere, a mio avviso, il giusto rapporto fra l’utilità e il peso dell’attrezzatura.

Questo treppiede ha dimostrato di soddisfare questo fondamentale prerequisito, sia per le dimensioni e sia per il suo peso, infatti la lega di carbonio agevola notevolmente la riduzione del peso, inoltre non si dimostra ingombrante se attaccato ai lati di uno zaino da almeno 40l.

Solidità e flessibilità sono a mio parere il vero punto di forza di questo treppiede. Il suo prevalente utilizzo, nel mio caso, prevede l’applicazione tramite la testa Alta PH 123V di un’ottica nikon 500mm F4, che fa sentire il suo peso, ma nonostante tutto, le vibrazioni dovute al brandeggio dell’ottica sono abbastanza limitate a vantaggio dello scatto in cui non si presentano situazioni di micro mosso. In termini di flessibilità il treppiede riesce ad agevolare le condizioni di posizionamento del fotografo sui terreni più sconnessi, dal momento che tramite le sue 3 sezioni e la possibilità di un’ampia apertura riesce ad adattarsi molto bene.

Treppiede VEO 3+ 263CT


Vorrei sottolineare nell’ occasione la piena e rapida disponibilità del team vanguard nel darmi supporto e nel venirmi incontro, per trovare soluzione ad una mia problematica, che potesse migliorare l’impiego del treppiede. Come anticipato prima, spesso ci si trova in condizioni non del tutto confortevoli, i terreni su cui si opera si presentano sconnessi e in aggiunta bisogna dire che, la tipologia di fotografia da me praticata nella maggior parte dei casi, richiede una buona dose di camouflage, motivo per cui, anche la riduzione della propria sagoma nell’ambiente, risulta essenziale ai fini della buona riuscita di uno scatto. Come già detto, il treppiede presenta la possibilità di un’ampia apertura, ma purtroppo anche un’asta centrale abbastanza lunga, che va ad ostacolare l’impiego dello stesso, qualora le esigenze richiedano di scattare da posizione prona.

Grazie all’aiuto del team vanguard ho potuto aggirare tale impedimento, facendomi fornire una seconda colonna centrale, che ho provveduto personalmente ad accorciare ai limiti di altezza necessari all’ impiego. Cio’ ora risulta essere un ottima soluzione alle mie esigenze, tanto è vero che mi sento di consigliare la produzione di una colonna centrale corta “alternativa”, che possa andare incontro alle esigenze dei fotografi, qualora si rendesse necessario come nel mio caso. Un altro punto che merita interesse è la modulazione del treppiede: esso infatti prevede più impieghi, tanto da definirlo, a mio avviso, un treppiede multiruolo, dal momento che è previsto che uno tre gambi possa essere svitato e quindi disimpegnato dalla struttura per l’impiego come monopiede.

Una comodità, che in alcuni casi può tornare utile, inoltre la torre di alloggio della testa presenta un sistema a cerniera, che ne consente la rotazione e quindi l’impiego dell’asta centrale in posizione orizzontale, in modalità decentrata rispetto al baricentro del treppiede. Naturalmente facendo attenzione ai limiti di carico. Personalmente ritengo che tale sistema possa risultare di utile impiego nel mondo della macro e alloggiare quindi una reflex con ottiche dell’ ordine di un 105mm o al massimo di un 70-200mm; è utile aggiungere che sempre impiegando il treppiede in questa configurazione, è possibile aggiungere altri strumenti su di appositi alloggi predisposti come flash, torce o supporti vari. La configurazione appena citata, però, non si presta al mio utilizzo, dal momento che montare un 500mm f4 su una testa disposta in maniera decentrata rispetto all’ asse centrale del treppiede, ne risulterebbe dannoso per il treppiede stesso, sottoponendolo a sollecitazioni flessionali, tali da comprometterlo e di conseguenza esponendo a rischio l’ottica.

 

Pietro florio


Tutt’altro risultato ho riscontrato nella sua configurazione standard e soprattutto impiegandolo con asta corta dove lavorando da posizione prona si riescono ad ottenere scatti davvero interessanti di animali come aironi e altri acquatici che spesso stazionano per terra o a pelo d’acqua. Nelle foto è cosi’ presente l’effetto bokeh dettato dal terreno o dall’acqua, che fa di conseguenza risaltare il soggetto. Ho avuto modo di testare il treppiede anche in ambiente montano, dove i soggetti sono diversi da quelli descritti in precedenza, come pure le dinamiche che si vengono a creare.

Infatti durante la ricerca di ungulati, ad esempio, non ho trovato difficoltà a trasportare il treppiede a spalla con macchina montata sopra; non il miglior protocollo di sicurezza per macchina e obiettivo, ma per alcuni versi un modo più spedito di portarsi in condizione di scattare, dal momento che spesso l’animale può apparire davanti all’ improvviso e non si ha il tempo di mettere mano allo zaino e sistemare il corredo.

Questo è il motivo per cui ho apprezzato la leggerezza e robustezza del treppiede e nello specifico caso la facilità di portare in opera il sistema, facilità dettata dai pulsanti, che consentono l’apertura dei singoli piede e dalla scorrevolezza di rotazione della testa, che consente un comodo brandeggio dell’ ottica e non interferisce con l’eventuale inseguimento del soggetto qualora questo decidesse di andar via. Aprendo un focus sulla testa Alta PH 123V posso dire che l’ho trovata solida e ben fatta, come detto sopra, avendola testata ho potuto apprezzare quanto detto.

Forse l’unica pecca riscontrata sono le dimensioni, l’ho trovata un po' sottodimensionata, ma questo chiaramente è un puro impatto visivo dal momento che assolve egregiamente il suo compito.